L'Anno Ecclesiastico


Per la Chiesa Ortodossa il 1° settembre segna l'inizio dell'anno ecclesiastico. Questa regola segue un'antichissima tradizione che risale al calcolo del tempo in uso nell'impero bizantino, basato sulle "indizioni", cioè periodi determinato di anni. Nei documenti ufficiali veniva indicata sia l'indizione in corso, sia la distanza che separava la data presente da quella in cui l'indizione era iniziata.

Questo sistema di datazione fu introdotto dall'imperatore Giulio Cessare nel 46 a.C.. Inizialmente l'anno si apriva il 23 settembre; poi, a partire dalla seconda metà del V secolo, al 1° settembre. L'indizione durava dapprima cinque anni, poi la sua durata fu portata a 15 anni. Anche la chiesa usava questo sistema di calcolo del tempo.

L'inizio d’ogni singolo anno e soprattutto di ogni nuova indizione veniva solennemente osservato; il Patriarca annunciava a Costantinopoli l'anno dell'indizione, e dopo la celebrazione della liturgia in Santa Sofia, il Patriarca e i membri del Santo Sinodo si riunivano in un grande salone. Dopo preghiere e inni liturgici il Patriarca dava il nome al nuovo anno e conferiva una assoluzione generale. Dopodiché firmava di proprio pugno il documento ufficiale che sanciva l'inizio del nuovo anno. Benché questa tradizione abbia perso il suo significato pratico con la fine dell'impero bizantino, la chiesa ha mantenuto questa data.

Fino ad oggi la chiesa ortodossa festeggia il suo Capodanno il 1° settembre - anche se per il resto questa festa non ha conseguenze nella vita della chiesa, avendo il suo antico significato: l'anno ecclesiastico deve cominciare con una riflessione su Dio creatore, sul dono della sua Creazione e sulla nostra responsabilità verso questa.

Il ciclo dell’anno ecclesiastico è segnato dalle dodici feste principali:

Natività della Madre di Dio (8 settembre)
Tropoarion della festa:
“La Tua nascita, o Madre di Dio, ha rivelato la gloria a tutta la terra, perché da te è sorto il sole della giustizia; Cristo Dio nostro: egli, ponendo fine alla maledizione, ci ha dato la benedizione, e distrutta la morte, ci g ha donato la vita eterna”.

Dal mattutino della festa: “ Dalla radice di Iesse e dai lombi di Davide nasce oggi per noi la divina fanciulla Maria: per questo l'universo è rinnovato e divinizzato. Rallegratevi insieme, cielo e terra. Lodatela famiglie delle genti. Gioacchino è nella gioia, e Anna fa feste gridando: La sterile partorisce la madre di Dio, la nutrice della nostra vita”

Esaltazione della Santa Croce (14 settembre)
Dal Vespro della festa: “ La croce esaltata di colui che in essa è stato elevato, induce tutta la creazione a celebrare l'immacolata passione: poiché, uccisi con essa colui che ci aveva uccisi, egli ha ridato la vita a noi che eravamo morti, ci ha dato bellezza e ci ha resi degni, nella sua compassione, per sua somma bontà, di prendere cittadinanza nei cieli: e noi lieti esaltiamo il suo nome e magnifichiamo la sua suprema condiscendenza”.

Per questo giorno la Chiesa prescrive il digiuno severo. La festa è dedicata agli avvenimenti del IV secolo, quando la santa – uguale ai apostoli - imperatirice Elena ha trovano a Gerusalemme la Croce del Signore. In questo giorno nel tempio si celebra uno speciale rito di adorazione della Croce.

Presentazione della Vergine Maria al tempio (21 novembre)
Dal Vespro della festa: “Si apra oggi la porta del cielo, perché il Verbo eterno del Padre, assunto un principio temporale, senza uscire dalla sua divinità, è presentato per suo volere al tempio della Legge da Vergine Maria, come bimbo di quaranta giorni; e il vegliardo lo prende tra le bracci, gridando come servo al sovrano: Lascia che me ne vada, perché il miei occhi hanno visto la tua salvezza. O tu che sei venuto nel modo per salvare il genere umano, Signore glori a te”.
natività del nostro signore gesù cristo (25 dicembre)

Troparion della festa: "La Tua nascita, o Cristo nostro Dio, ha fatto sorgere per il modo la luce della conoscenza: con essa, gli adoratori degli astri sono statii ammaestarti da una stella ad adorare te, sole di giustiziam, e a conoscere te, Oriente dall'altro. Signore, gloria a te".

Battesimo del Signore (Epifania) (6 gennaio)
Nell'antichità questi avvenimenti venivano ricordati insieme; fino a oggi hanno conservato molte cose in comune nella celebrazione liturgica e sono unite tra di loro da un tempo particolare chiamato "Sviatki" ("giorni santi"). Il nome antico di queste due feste è Epifania, perché ricordando la nascita di Cristo dalla Vergine Maria e il suo battesimo da Giovanni Battista nelle acque del Giordano, i cristiani festeggiano la venuta di Dio nel mondo, festeggiano la venuta di Dio che vuole salvare l'uomo. Dopo che queste due feste furono divise, soltanto il Battesimo del Signore viene chiamato Epifania, in quanto durante questo battesimo di Gesù, si è rivelata la Santissima Trinità: la voce del Padre ha dato testimonianza sul Figlio, il Figlio è sceso nelle acque del Giordano e lo Spirito Santo sotto forma di colomba è sceso su di lui. La festa della Natività viene ricordata dal III secolo.

Presentazione al Tempio del Signore (2 febbraio)

Vespro della festa: “Si apra oggi la porta del cielo, perché il Verbo eterno del Padre, assunto un principio temporale, senza uscire dalla sua divinità, è presentato per suo volere al tempio della Legge da Vergine Maria, come bimbo di quaranta giorni; e il vegliardo lo prende tra le bracci, gridando come servo al sovrano: Lascia che me ne vada, perché il miei occhi hanno visto la tua salvezza. O tu che sei venuto nel modo per salvare il genere umano, Signore glori a te”.

Questo avvenimento è descritto nel vangelo di Luca (2,21-39). La Maria, sempre Vergine, e Giuseppe, il giusto, portarono il Bambino Gesù, al 40 giorno dalla sua nascita, nel tempio di Gerusalemme. Lì furono incontrati dal giusto vecchio Simeone, al quale Dio ha promesso che non sarebbe morto prima di vedere il Messia. Avendo preso nelle mani il Bambino, Simeone ha pronunziato parole, che sono diventate oggi una preghiera (canto fisso nel vespro): "Ora lascia o Signore, che il tuo serva vada in pace...". La festa è conosciuta dal III secolo.

L’Annunciazione alla Vergine Maria (25 marzo)
Dal mattutino della festa: “Oggi gabriele porta l'annuncio alla piena di grazia: Gioisci Vergine senza nozze e di essa ignara. Non stupirti né spaventarti perla mia forma strana: un arcangelo io sono. Un serpente ingannò Eva un tempo, ma ora io annuncio a te la gioia: tu, rimanendo incoronata, partorirai il Signore, o pura”.

Nel Vangelo di Luca si racconta di come l'arcangelo Gabriele è apparso alla Vergine con l'annunzio del fatto che è stata scelta come Madre del Figlio di Dio, la concezione del quale sarebbe dovuta essere opera dello Spirito Santo. La Vergine Maria con umiltà ha accettato la volontà di Dio. Nell'antichità questa festa si chiamava Giorno di Incarnazione. S. Giovanni Crisostomo chiamava questa festa "radice delle feste".
ingresso del signore a gerusalemme (delle palme) – domenica prima della pasqua

Dal Vespro della festa: “Il Figlio e Verbo di Dio che condivide l'eternità col Padre vienne in questo giorno assiso su un asino, irrazionale, nella città di Gerusalemme; Colui che i Cherubini non osano guardare, i fanciulli Lo celebrano con palme e rami, cantando misticamente la Sua lode: Osanna nel più alto dei Cieli, benedetto Colui che viene a salvare il genero umano!”

Ascensione del Signore – 40 giorni dopo la Pasqua;
Troparion della festa: " Sei asceso nella gloria, o Cristo Dio nostro, rallegrando i discepoli, con la promessa del santo Spirito: essi rimasero confermati dalla Tua benedizione, perché Tu sei il Figlio di Dio, il Redentore del mondo.

Discesa dello Spirito Santo ai Apostoli (Pentecoste) – 50 giorni dopo la Pasqua

Preghiera allo Spirito Santo: “Re celeste, consolatore, Spirito di verità, tu che presente in ogni luogo ed ogni cosa riempi, arca di beni e datore di vita, vieni ed abita in noi, purificaci da ogni macchia, e salve, tu che sei buono ed amico degli uomini.

Lasciando gli apostoli, Cristo ordinò: "Restate in Gerusalemme, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto" (Lc 24,49b). E "...si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno do loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita, perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua" (At 2,1-5).

Trasfigurazione del Signore (6 agosto)
Troparion della Festa: Ti sei trasfigurato sul monte, o Cristo Dio, facendo vedere ai tuoi discepoli la tua gloria, per quanto lo potevano. Fa risplendere anche su noi peccatori la tua eterna luce, per l'intercessione della Madre di dio, o datore di luce: gloria a te.

Si ricorda il racconto evangelico su come Cristo, avendo preso con se gli apostoli Pietro, Giovanni e Giacomo, è salito su un monte alto Tabor e si è trasfigurato davanti ai loro occhi, mostrando la sua gloria divin. La festa della Trasfigurazione del Signore è conosciuta già dal IV secolo.

Dormizione della Madre di Dio (15 agosto)
Troparion della festa: "Nel parto, hai conservato la verginità, con l atua dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio. Sei passata alla vita, tu che sei madre della vita e che con la tua intercessione riscatti dalla morte le anime nostre.

Già nel IV secolo questo giorno veniva ricordato dappertutto. La morte della Vergine era silenziosa e chiara. La Chiesa l'ha chiamata la dormizione (Dormitio).
La Madre di Dio fu sepolta dagli apostoli nel giardino del Getsemani. S. Tommaso l'apostolo non era presente durante la sua sepoltura e, quando dopo tre giorni arrivò a Gerusalemme, non ha potuto congedarsi con la Vergine. Allora soltanto per lui hanno aperto la tomba, che si era rivelata vuota.

autore: rev . Nazaruk P.