Tempio 0rtodosso


nel senso fondamentale ecclesia (εκκλησία), è riunione, assemblea, comunità di credenti nella stessa fede, ma anche indica il luogo nel quale si raccoglie la comunità stessa per celebrale la liturgia.l'uomo composto di anima e di corpo materiale non po’ adorare dio unilateralmente, cioè soltanto col suo spirito, ma, seguendo la sua natura, sente la necessità di ricorrere all'aiuto dei suoi sensi.per questo adamo, il primo uomo, usò quale tempio materiale dell'altissimo il paradiso stesso dopo il suo spontaneo, funesto allontanamento da dio, i suoi discendenti offrivano sacrifici a iddio su altari che collocavano su alture, chiamandoli casa di dio e porta del cielo (gen.28,17). cronologicamente il primo ambiente cristiano cultuale devi ritenersi il cenacolo, la cosiddetta "camera alta" (marc. 14, 15; luc.22,12), nella quale dopo la morte di gesù si riunirono i discepoli per pregare (act.1, 13-14).




Di regola un Tempio Ortodosso per ben rispondere alle esigenze del culto deve essere diviso in tre parti principali, entrando troveremo:
Nartece - Navata - Santuario (Presbiterio)

nartece o pronao
Nartece, νάρθηξ : Parte del edificio del Tempio situata tramite la Navata e l'ingresso, per mezzo della quale si accede nel Tempio.
Nei primi tempi cristiani, usavano sostare nel Nartece, durante il culto comune con i Catecumeni, ed i fedeli che scontavano delle pubbliche penitenze.
Oggi, per conseguenza del Battesimo in età infantile, e con sostituzione della pubblica espiazione con penitenza di segreta riparazione, non esiste più la categoria dei pubblici penitenti. (Il Nartece dal sec. VII, secondo lo Pseudo-Dionigi, scompare). Nonostante fin oggi nelle chiese ortodosse viene adibito ad diversi usi ecclesiastici.

navata
Navata costituisce il corpo della chiesa, suddivisa in spazi particolari. La divisione tra le navate si ottiene con una serie di colonne o pilastri. La navata centrale è più ampia, invece due navate laterali sono più strette. La navata centrale si chiama Kirios Naos, cioè la Chiesa. Essa si estende dal Santuario sino al Nartece, e vi sostano i fedeli durante le sacre funzioni.

santuario (presbiterio)
Il nome deriva da presbiteros - sacerdote, e si adisce a quello spazio tra l'abside e le navate, riservato unicamente al clero per le funzioni liturgiche. Il santuario si trova nella parte orientale del tempio, perché Cristo è la luce del mondo.
La parte orientale del tempio simbolizza anche la Terra Santa, Betlemme, Gerusalemme, dove è nato, vissuto, morto e risorto Cristo. La forma dell’abside del santuario è semicircolare, questo fa ricordare una grotta, e la tradizione cristiana venera due grotte, quella di Betlemme, dove è nato Cristo, e il Sepolcro del Signore, in cui è stato messo il corpo di Cristo deposto dalla Croce, e dal quale lui è risorto, distruggendo i ceppi della morte. Il Presbiterio, per evidenti ragioni di visibilità, si trova spesso sopraelevato rispetto alla quota delle navate con uno o più gradini.

Nella epoca bizantina, lo spazio del presbiterio viene chiuso dal iconostasi, una specie formata da cancelli e colonne sorgente delle icone (immagini). A destra della porta centrale nel iconostasi, chiamate anche porta sante, porta reali, si trova l’immagine del Cristo Onnipotente, a sinistra invece, quella della Vergine Maria con il Bambino. Sulle porta sante viene riprodotta l'icona dell’Annunciazione, con i quattro Evangelisti e sulle due porte laterali porte dei diaconi ad un battente, gli arcangeli Michele e Gabriele oppure i santi diaconi. Direttamente sopra le porte sante è riprodotta l’Ultima Cena. La seconda fila delle icone, chiamata l’ordine delle feste, è formata da icone che presentano azioni salvifiche di Cristo nella sua vita terrestre; si ricordano le più importanti feste del calendario liturgico. Sopra di esse, nella terza fila, chiamata anche l’ordine della Deesi, vengono presentati gli apostoli, rivolti in atteggiamento di preghiera verso il centro, dove in trono siede lo stesso Cristo, e ai suoi lati i due principali intercessori per l’umanità, la Vergine Maria e Giovanni Battista. A volte c’è anche una quarta fila, chiamata l’ordine dei profeti, nella quale si trovano i profeti, situati ai due lati della Vergine con Bambino, e tutta l’iconostasi abbraccia la croce su cui è dipinta l’immagine del Signore crocifisso con la Vergine Maria e l’Apostolo Giovanni ai suoi lati.
Dentro l'iconostasi si trovano: Altare e Prothesi.

altare
Il luogo più nobile, sacro per eccellenza, dove si compie il sacrificio della Divina Liturgia. Situato di fronte alla Porta Speciosa o Porta Reale (Porta del Paradiso) dell' iconostasi. L'altare presenta analogie col mizbaeh ebraico (ciò su cui si sacrifica), ma nella funzione liturgica della Chiesa s'ispira alla tavola dell'ultima Cena e all' immagine del Golghota, suggesto ideale su cui si rinnova il sacrificio della Croce.

Nella funzione della consacrazione del Tempio, su i quattro angoli della Santa Tavola, vengono posti i nomi ed i simboli distintivi dei quattro Evangelisti, dopo di che il Altare viene ricoperto di tela bianca catasarkion o sratcitca cioè - a contatto con la carne - simbolo del lenzuolo col quale venne avviluppato alla Deposizione il Corpo del Redentore spirato sulla Croce. Sul Altare si poggia l'antiminsion, un pezzo di tela di lino o di seta sul cui centro è raffigurata la scena della sepoltura di Gesù Cristo da parte da Giuseppe di Arimatea e di Nicodemo. A guisa di cornice sui quattro angoli dell'Antiminsion sono raffigurati quattro Evangelisti, e sui quattro lati gli strumenti della Crocifissione. L'antiminion viene consacrato durante la funzione consacratoria di un Tempio da parte di un Vescovo celebrante.

prothesi / offertorio
La Prothesi consiste in una specie di tavolino incavato nella parte di Santuario. Si chiama cosi perché i fedeli vi pongono i doni del pane e del vino che offrono per la S. Eucaristia. La prothesi trae le sue origine dalla tavola "della Proposizione o Presentazione" del Tempio di Salomone in Gerusalemme (Lev. 24, 59), e nella Chiesa Ortodossa raffigura il Golghota, ove viene crocifisso il Nostro Signore Gesù Cristo.