Simbolo Biblico

L’albero è legato al ritmo delle stagioni e portatore di frutti, divenne, per i popoli che vivevano ai margini del deserto o girovagavano nella steppa.
Una manifestazione di vita. Pertanto l’albero della vita e l’albero della conoscenza sono due alberi distinti. Da un punto di vista simbolico possono essere visti come un albero solo, perché non esiste vita (spirituale) senza conoscenza. San Giovanni Damasceno paragona Maria alla terra del paradiso, da cui è nato il vero albero della vita, e cioè Cristo. Secondo un’altra attribuzione simbolica, Maria stessa è l’albero della vita, divenuto fecondo mediante lo Spirito di Dio.
fico
Le foglie del fico sono interpretate come simbolo di peccato. Perché Adamo ed Eva se ne coprirono dopo la trasgressione del comando divino.(Gen.3.7)Benedetto Agostino vede nell’albero di fico e nel suo fogliame un segno della grazia misericordiosa di Dio: “Come per un albero siamo morti, così da un albero siamo stati riportati in vita; un albero ci ha mostrato la nudità, un albero ci ha rivestito con foglie di misericordia”.
palma
Il significato della palma è indicare la gloria di Dio.
In Egitto i rami di palma - simbolo di una lunga vita. Nella visione apocalittica i martiri sono avvolti in vesti rendendole candide (“hanno lavato le loro vesti rendendole candide nel sangue dell’Agnello») in segno della loro giustizia e costanza nella fede; le palme nelle loro mani significano che essi hanno superato ciò che è terreno e hanno ormai ottenuto il premio eterno (Ap 7,9).
corona
«La corona di giustizia» (2Tm 4,8)..
Nella Bibbia la corona è segno di gloria, di omaggio e di gioia. A tutti coloro che attendono con amore la manifestazione del Signore, sarà consegnata

Pane e vino sono la quintessenza del cibo e della bevanda di vita.
Mangiare, consumare, è la stessa cosa che «accogliere in sé». Il pane trasformato dal Logos è simbolo sacramentale di Colui che di se stesso dice: « Come.., io vivo per il Padre, cosi anche colui che mangia di me vivrà per me»

«Il Signore è la mia roccia, la mia fortezza, il mio liberatore, il mio Dio, la mia rupe in cui mi rifugio» (2 Sam 22,2; cfr. Sal 18). Questo Gesù è la pietra che, scartata da voi, costruttori, è diventata testata d'angolo. (Att. 4.11)

Il libro simbolo della verità della parola divina e della vita che essa promette.
Nel Nuovo Testamento sono i membri della comunità cristiana che si trovano «iscritti nei cieli», nel libro della vita (Eb. 12,23).
Il rotolo sigillato della rivelazione segreta (5,1-9) è simbolo dell’imperscrutabile consiglio di Dio, la cui esecuzione è stata affidata a Cristo. Nell'icona della Pentecoste - ogni apostolo regge un rotolo, simbolo dell’Insegnamento.
ali
L’«essere alato» comportava un innalzamento dell’essere, un avvicinarsi alle potenze soprannaturali, se non addirittura un’identificarsi con queste.)
Nell’arte cristiana vengono rappresentati con le ali non solo esseri soprannaturali celesti come gli angeli, ma anche esseri infernali come i demoni e il diavolo.
volto
L’espressione «vedere il volto di Dio», originariamente riferita all’idea cultuale, aveva nella lingua babilonese il significato di «cercare aiuto».
Il volto di Dio rivolto verso l’uomo si manifesta nel suo Figlio unigenito; «la conoscenza del la gloria divina.., rifulge sul volto di Cristo» (2Cor 4,6). Ma i credenti riflettono, a viso scoperto... la gloria del Signore e vengono «trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria» (2Cor 3,18). Nel Nuovo Testamento vedere il volto di Dio non si riferisce a un atto terreno, ma alla vita ultraterrena. Gli angeli «nel cielo vedono sempre la faccia» del Signore (Mt 18,10). Per san Giovanni Damasceno l’espressione «volto di Dio» indica la divinità stessa, in quanto essa si manifesta verso l’esterno e si comunica.
abito
L’abbigliamento completa l’immagine dell’uomo esteriore; esso non è casuale, ma riflette qualcosa dell’intima essenza dell’individuo.
L’abito è una specie di alter ego; il cambiamento d’abito può comportare la sostituzione dell’ego interiore. Secondo il Padre della Chiesa Santo Efrem, l’abito era il rivestimento dell’umanità di Gesù Cristo, mentre il suo corpo nascondeva la divinità

Il Signore non ha bisogno neppure di tutta la mano per compiere miracoli: basta un dito, «il dito di Dio», per scacciare i demoni (Lc 11,20).
Per l’esecuzione di opere esteriori, la mano è l’organo più importante dell’uomo; essa può distruggere e uccidere, ma anche guarire e benedire. Nelle lingue semitiche il termine che indica la mano significa anche «potenza».

Molto diffusa è la credenza che il nome rappresenta una forza strettamente legata al suo possessore.
Quando l'uomo entra in nuova condizione ha bisogno di un nome nuovo. Tutte le icone devono essere intitolate, avendo scritto sopra il nome della raffigurazione. La persona di Gesù p.e. è indicata con le lettere del alfabeto greco IC XP (Gesù Cristo). Nella Chiesa Ortodossa l’onomastico è festeggiato più del compleanno, poiché esso ricorda la rinascita nel battesimo.