Intorno alla Legenda di re Abgar


Nella Storia Ecclesiastica scritta da Eusebio di Cesare (265-340) si narra che Abgar V Ukama, re di Edessa all’epoca di Cristo, era ammalato di lebbra. Saputo dell’esistenza di Gesù di Nazareth e della sua potenza nell’operare miracoli, il re gli mandò un suo inviato per domandargli di recarsi da lui, alla corte di Edessa. Gesù non volle andare ma inviò una lettera al re.
Una tradizione parallela è raccontata nella Dottrina di Addai, che risalirebbe alla fine del IV
Acheropita - non fatto da mano umana - mandylion
secolo. Altri la fanno risalire, all’epoca dell’assedio di Edessa nel 544. È una composizione siriana che include varie leggende. Secondo questa versione,

Hannan provava ma non riusciva a ritrarre Cristo per la Gloria del suo Volto. Gesù allora prese il telo e posandovi il proprio volto vi impresse la sua impronta. L’archivista tornò a Edessa con l’immagine di Cristo e con una lettera in cui veniva promessa da Gesù l’incolumità della città. Il re guarì e abbatté gli idoli innalzando l’Immagine.
Più tardi a seguito della controversia iconoclasta (VIII sec.), l’Icona Acherotipa – Mandilion di Edessa, fu proposta come esempio storico, per la possibilità di raffigurare il Dio invisibile fattosi visibile in Cristo… Dopo il trasporto della Sacra Immagine da Edessa a
re Abgar, icona del X sec.
Costantinopoli nel 944 a opera dell’imperatore Costantino VII Porfirogenito viene anche istituita una festa nel calendario liturgico, il 16 Agosto.